venerdì 15 febbraio 2008

La bellezza cambierà il mondo

Riflessioni a metà strada.

L’ arte è una forma di trasmissione della bellezza.

Qualsiasi sia lo strumento che fa da medium a questa trasmissione, ha valore estetico e per questo sociale.

Definire in termini concreti cosa esattamente sia la bellezza, non è facile. Ci hanno provato menti più eccelse della mia con scarsissimi e limitati risultati, ma sicuramente parametri adottabili sono la condivisibilità e il sentimento di benessere che se ne trae.

La Natura è bella, la sua contemplazione dà pace e allegria o quanto meno, nelle sue espressioni più supreme, la Natura acuisce la vitalità di chi l’osserva.

Trasmettere a parole le sensazioni è compito di un poeta, non di chi si ripromette di agire nel tessuto sociale di un paese, ma è il fatto stesso di essere parte del genere umano e di aver provato, almeno una volta, queste sensazioni che ci fa sperare di potere condividere con chiunque ne ha desiderio e volontà, i nostri obiettivi di vero cambiamento.

Camminare insieme in maniera sinergica ed empatica verso scopi comuni di realizzazione sociale non è utopico: sicuramente complicato, imperfetto e difficile.

Implica sacrificio e spirito di umiltà.

Richiede la maturità e l’ingenuità di mettersi in gioco al cento per cento, consapevoli che la vita è una e merita di essere vissuta intensamente a prescindere dalle reazioni che una “sana follia” può suscitare.

Vuole la consapevolezza di poter restare segnati da ferite che lasciano il cuore pieno di cicatrici come se fosse, il cuore, una cartina geografica.

L’idea, la progettazione e la realizzazione di obiettivi sociali sono, in termini ultimi, un atto d’amore verso l’Umanità, perché pretendono la capacità di rinunciare a parte di sé, non come compromesso, ma come necessità per far crescere un “noi” comune.

A conclusione di un percorso sicuramente e prevedibilmente perfettibile, ma denso di vita, bisogna portare a casa un cambiamento, almeno individuale da far nel tempo ri-confluire nel gruppo.

Se infatti, alla fine di ogni esperienza, non ci lasciamo modificare da quello che abbiamo vissuto, come se fossimo impermeabili, a cose serve lottare, credere e godere ogni mattina?

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