
Due settimane a Roma sono state davvero rinfrancanti per molte ragioni...
Innanzitutto l'insegnamento. Insegnare è uno di quei lavori che può dare enormi gratificazioni personali con uno sforzo relativamente basso in proporzione. Chiaramente quando si ha una coscienza è più complesso perchè non lasci il lavoro quando suona la campanella, ma te lo porti dietro durante alcune ore della giornata.
Per me è stata un'esperienza esaltante, credo che i ragazzi che sono stati i miei primi alunni mi resteranno nel cuore per sempre.
Gli ho fatto studiare "Sogna ragazzo, sogna" di Vecchioni e "Occhi di marzo" di De Crescenzo...insomma ho dato un taglio del tutto personale all'insegnamento dell'italiano.
Per il resto devo dire che questi giorni romani sono stati un pò vacanza. Ho avuto splendidi week end in compagnia di vecchi e nuovi amici in una Roma che conserva sempre il suo fascino di capitale della storia.
Tra le new entry che voglio ricordare di questi giorni capitolini: Antonio, Lucio e Luca.
Mando un bacio a tutt'e tre.
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