mercoledì 30 gennaio 2008

Riflessioni aretine


Ascolto musica in una casa che non mi appartiene, che non conosco ma che per qualche strano motivo, il destino ha voluto che diventasse la mia residenza ufficiale, in un posto lontano da Dio e dagli uomini.

La musica mi appartiene, l’ho fatta mia, ma è Claudio che suona. La sua musica ha accompagnato molti momenti della mia vita, alcuni di estasi totale conclusa in un mare di lacrime o in una enorme bolla di sapone.

Mi sento estraniata da tutto, lontana da quello che è stata la mia fitta quotidianità per mesi, in una situazione non voluta mi ritrovo con una fastidiosa legittima sorella e con una famiglia da Mulino Bianco che mi ha adottata.

Stavolta scrivo solo per vantarmi, per fare come facevano i grandi di un tempo che arrivavano nei luoghi desolati e scendevano giù nell’inconscio per recuperare un malessere ancestrale che trasformavano in poesia.

Io non ho nessun malessere ancestrale, forse non ha neanche un inconscio, come diceva qualcuno, sottolineando il fatto che ero troppo lineare per essere una “donna complicata e perciò più bella”.

Sono da tempo stanca del movimento, stanca del cambiamento, ma pare che io sia predestinata al panta rei. In me c’è sempre stato il desiderio di viaggiare, di andar via, ma da circa tre anni sono alla ricerca della calma e mi adatto accettando o semplicemente piegandomi un po’.

Adesso non so perché sono qui a giocare a fare l’Heidi aretina.

Forse dovevo solo allontanarmi da una realtà che mi stava facendo male senza che me ne accorgessi, una realtà che stava diventando piccola e che si stava piegando su se stessa, eppure…eppure ora ho la sensazione di essermi lasciata alle spalle una scia bianca come quella delle lumache, che prima mi sembrava una realtà bellissima e l’unica possibile e che ora invece sembra solo vischiosa.

Non ho esattamente qualcosa da dire, ma credo come al solito che sia giusto lasciare memoria anche di questi giorni sconclusionati, che per ora non hanno un senso concreto e immediato e che spero un giorno, guardandoli aposteriori mi possano spiegare il perché di tutto.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

.......sei sempre terribile !!!!!!!
ce l'hai sensibile e profonda , l'anima, ovviamente.

Anonimo ha detto...

ci siamo dette spesso che questo trascorso 2007 è stato un anno incredibile per entrambe, cambiamenti, metamorfosi profonde, incontri e scontri, conoscenze effimere ma siamo cresciute e stiamo camminando... da qualche parte arriveremo non credi? Arezzo infondo è potrebbe essere solo un altra fermata...