mercoledì 26 agosto 2009

fluxus

A volte mi chiedo comme fa a’capa a’tenè tante tarantelle e invece di applicarsi si distrae e pensa a chi di te nun se ne fotte propio.
Invece e pensà a comme schiarà juorno, arò te n’è a i’, a ro’ pote stà na soluzione, pienze a chille che sta appaciato e che hai creduto un amico e invece è l’ennesimo lombrico.
E allora, ric’io: Pataterno mio, me vuò aiutà? Che avimma ffa? Comme a’mettimme a nomme? Tutte 'sti renari a chi li vado a chiedere?
E mi manca un perno nel cuore, tengo il cuore a’ bbacante.
E quali sono le priorità della vita? Se non la famiglia, se non i figli, se non la fede né i beni terreni, scusate ma allò a che serve campà?
E l’unica cosa che vorrei stanotte è parlare con lui.
E invece niente: silenzio. Enjoy.
Allora mischi il sacro al profano: domandi a Dio e non senti le risposte, fai l’oroscopo e te pare na strunzata.
Ma in fondo, scusate, mica la mia vita è fatta male? Qualche strisciatura, qualche ammaccatura ind’e’cianchi, qualche scippo di forchetta sulla parete, qualche gracchio acuto e perforante, ma niente di più.
A me mica mi ammazzano per un paio di nike? Tutt’al più una zanzara tigre mi dà un morso sul popò o il padre se ne va di casa. Mica altro.
E poi sarei pesante perché a uno che dice che gli ispiro sesso violento, lo ringrazio e poi lo mando a ffanculo?
E tu dove cazzo stai Amore della mia vita, promesso e mai avuto? Che facciamo, giochiamo a nascondino? Qua il tempo passa, io ti voglio avere, non scappare, tanto ti acchiappo.
Nel frattempo non voglio più essere chiamata per nome da nessuno che non mi voglia bene. Chiamatemi come volete, ma non con il mio nome: io sono il mio nome e a me chi mi conosce? Manco io me saccio.
Meglio che mi vado a coricare con una bella dose di alprazolam, altro che diazapam.
Sperando che stanotte il letto non sia freddo, che mia mamma mi riscaldi e che il suo respiro non disturbi il mio e soprattutto che sto maledetto prurito sul popò sparisca presto…acopp’o’ ginz, m’ha fatt.
E grazie a te che mi scrivi come a Reginè, magari potessi essere per me. Due mondi separati, ma grazie per il tuo cuore, i tuoi pensieri e i tuoi baci. Viviti la vita che ti meriti e distribuisci il tuo amore come sai.
A me per ora molliche di cuori apparsi e scomparsi. Ma tanto a’vita è na rota.

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