Scrivo perché l'ho sempre fatto per curarmi, mi aiuta, mi far star bene poter leggere quello che provo e sapere che altri, "buoni e cattivi" possano farlo.
Non mi riferisco a nessuno in particolare in questo post; ci tengo a dirlo perché il mio feeling down può essere imputato a qualcuno, ma non lo è.
Mi ritengo, secondo la filosofia terenziana, l'artefice del mio destino, nel bene e nel male. Commetto errori e li pago. Se sbaglio rimedio, ove possibile, altrimenti picche. Mi sento in colpa solo verso l'Amore ed essendo Esso così raro, difficilmente provo questo sentimento. Ora sì. Ora mi sento in colpa per aver dato uno schiaffo tipo go-down. Un effetto domino, dal quale sono sempre stata molto attenta a chiamarmi fuori negli anni, ma che stavolta mi ha preso talmente alla sprovvista da non riuscire a fermarmi. Ho preso un colpo e ne ho restituito uno ben assestato e un altro meno incisivo, ma non meno ingiusto.
Mi sento proprio appesantita da mille cose e parole accusate e subite e da altrettante fatte e dette.
Sto vivendo sentimenti sconosciuti che trovano terreno fertile in un cuore ormai malato.
E come qualcuno ieri mi diceva, pare sempre di trovarsi in un girone infernale in cui ad una cosa bella ne viene restituita una malvagia, ma con doppia intensità.
Sento la mancanza di persone che nemmeno sarebbero dovute esistere nella mia vita.
Sogno mio padre che torna a casa e rileggo pezzi della mia vita come se fossero ancora presenti e possibili.
Mi scopro ancora perdente e incompleta...bisognosa di legami che non sono capace di decodificare come sbagliati.
Sono alla frutta, in un pranzo da infinite portate succulente e venefiche.
Vorrei, per la prima volta in vita mia, tornare indietro e non commettere inutile sciocchezze causate dalla mia debolezza, dall'ira maniacale di vedere male anche dove non ce n'era. Vorrei tornare indietro e sentirmi bene.
Vorrei andare avanti e vorrei andar via. Vorrei restare e scappare, essere presente e lontana, perennemente sconfitta in questa dualità lacerante.
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