sabato 6 novembre 2010


A volte desidero dovermi ricredere su cose e persone, ma purtroppo non capita quasi mai, soprattutto perché parto dal principio che tutti sono innocenti fino a prova contraria. Il momento in cui arriva la prova contraria, mi rendo conto di ripetere sempre lo stesso errore di valutazione in positivo. Un'amica mi diceva di ragionare al contrario e di pensare che invece tutti sono una merda fino a prova contraria.
Non ci riuscirò mai.
L'unica cosa che continua a stupirmi è la mia reazione: ci resto sempre male.
Davanti all'ipocrisia, alla bassezza, alla menzogna, continuo a sentirmi come pesce in una rete.
Per non parlare di quando ad ogni azione corrisponde sempre la stessa, noiosa e sistematica reazione: ti voglio bene, mi rifiuti; ti allontano e mi cerchi. Che senso ha?
Perché non è possibile essere veri, oltre che sinceri, onesti prima di tutto con se stessi?
Perché bisogna sempre fare i "giochetti" e studiare la propria comunicazione per essere persuasivi, stabilendo delle relazioni che sembrano prese pari pari da un dialogo di analisi transazionale?
Sono molto stanca...quando sono stanca reagisco male.

1 commento:

Anonimo ha detto...

bisogna sempre essere fedeli al proprio credo... anche io credo sempre nell'innocenza delle persone
e voglio continuare ad essere limpido, anche se rigo di gocce d'acqua i bagni delle perfezioni altrui
Alessandro