
Se dico "Ti voglio bene", lo penso e lo provo e lo dimostro.
Cerco di non ferirti, se lo faccio, te ne chiedo scusa e non lo ripeto. Se lo ripeto, non ti voglio bene.
Se ti reputo una persona interessante, mi avvicino con cautela, ti osservo e nel tempo cerco di capire quanto posso entrare nella tua vita. Non invado il tuo cuore raccontandoti cose assurde che riguardano la tua vita, invadendoti senza aspettarmi reazione alcuna. In questo caso, non è vero che mi interessi. Sono solo curiosa.
Se dico che mi piaci, vuol dire che in te vedo cose preziose, che vorrei scoprire e non che mi aspetto un tornaconto.
Ma se dici che mi stimi, io mi aspetto vicinanza e non lontananza. Non mi aspetto distanza, ma ricerca di contatto.
Se dico che le attenzioni sono importanti in un rapporto umano, allora sto attenta a come mi muovo, non espando il mio ego pur di attirare sguardi di ammirazione, ma anzi, mi faccio piccola e grande nel cuore per accoglierti e tenerti e custodirti.
Se sono fragile, voglio che la mia fragilità sia esaltata per avere conforto, ma non mi faccio vittima per essere commiserata e attirare le compassioni altrui accusando altri.
Se dico che qualcuno vale poco, che non ho stima, ma poi la cerco o faccio di tutto per farmi cercare, pur di non essere sola, allora non sono una Donna.
Se non faccio tutto questo, sono una persona come altre. Niente di speciale. Ma se riesco a provarle tutte e ad ottenerne una sola, allora sto crescendo.
Se dico che il tempo è giudice di ogni cosa, allora molto è andato a puttane.
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