martedì 5 giugno 2012

Il Sun Rock per me

Lo dico spesso e per questo sono fortunata: le parole tradiscono il pensiero, quando le emozioni sono forti.
Sabato sera la musica è tornata ad impossessarsi di me. Come farà ad essere così prepotente e così dolce?
La musica dovrebbe essere maschio, perché io ci faccio l'amore con la musica. Come il miglior amante mi entra dentro e mi accarezza il cuore e l'anima.
La musica è aria che riempe i polmoni di profumi pungenti come erba tagliata, dolci come gelsomini nelle sere di giugno e intensi come terra umida la mattina d'estate.
Quando il mondo, nella sua regolarità micidiale, arriva a ricordarmi che in fondo sono fuori tempo, fuori luogo, fuori di testa, arriva una nota e mi cambia il pensiero. Me lo attorciglia e d'improvviso sono bella anche io; non sono più fuori tempo, né fuori luogo, ma in un tempo e in uno spazio chiaro: quello del pentagramma, con una bella chiave di violino, sexy ed elegante e con un tempo veloce, ritmato e sospeso.
E' successo sabato. Sono stata al Sun Rock Festival e ho ripreso possesso di me e di quello che ho attorno.
Ho ascoltato e invidiato chi ha un dono grande: i musicisti.
Ho invidiato chi sa mettere le mani su uno strumento e donare emozioni senza nemmeno esserne poi tanto consapevole.
Ho invidiato quelle mani che strusciano le corde, che le pizzicano, che battono, che tastano e scuotono.
Ho invidiato quelle orecchie che colgono sfumature dolci e tremende.
Ho invidiato il rapporti che creano tra loro quando suonano, quegli amplessi precisi, estatici fatti di note e silenzi.
Ho invidiato ognuno di loro e ognuno di loro ha un dovere: rendere chi li ascolta persone migliori.


Grazie rocker napoletani.

1 commento:

Rory ha detto...

Grazie a te :)