mercoledì 1 aprile 2009

La bella giornata


E' iniziata malissimo la giornata di ieri. Di notte tra lacrime ed eccessi di comprensione. Il capire tutto e il provare dispiacere, come quando si dice: "Che peccato!"
Si, il peccato di perdere un germoglio così verde, così pieno di vita. Ma era così che sembrava: perso. E così quando mi sono ritrovata quella splendida pianta di rododendro sono scoppiata a singhiozzi. Proprio il rododendro, non un'altra pianta. E tu di là così assente, così pieno di mestizia. Due tristezze.
Una piccola devastazione in un campo, il cuore mio, dove tutto sembrava bruciare come dopo una battaglia tra guerrieri fratelli.
Allora all'improvviso, proprio come in quei bei film, dove il samurai oramai sanguinante si rialza a lotta l'ultimo scontro, quello per la vita o la morte, io mi sono alzata dal mio letto rosa, con i miei cuscini rosa e ho deciso: se dovevo bruciare, tutto dovevo provare.
Un'ansia mi ha pervasa, uno strano e terribile raziocinio adulto e perdente mi ha invaso il cervello e durante il tragitto l'unica cosa che ripetevo era: "Tanto il mondo non crolla, non crolla. Ed io cancellerò, come ho cancellato tutto il resto!"
Ero pronta, ma non avrei mai ceduto senza poter dire che c'avevo provato fino in fondo.
Sono entrata a testa alta, quasi correndo, squadrando tutti con aria di sfida, mi sentivo imbattibile, fino a quando ho visto che non c'eri.
In quel momento il mio sangue era un misto di orgoglio di me stessa per averci provato e di infinito sconforto .
Mi guardavo attorno e per un attimo tutto quello che mi circondava, che tanto amo, era diventato vuoto e privo di senso.
Solo uno sguardo a quei cartoni così belli, in quel momento fermi in un passato che sembrava lontano, coll'animo buio e poi...la tua voce.
La tua voce, così ironica e compiaciuta per aver girato una scena splendida e splendidamente riuscita. Ed io, lì, stupefatta ed esanime. Per alcuni istanti l'incredulità mi ha fatto stringere gli occhi e proprio come si dice per ciò che si prova prima di morire, tutte le nostre parole mi sono passate davanti: credimi, io ti voglio bene, tu m'interessi, io non cedo, ti rispetto, è prezioso il nostro tempo, mi hai resa migliore, mi fido di te...E sono morta e rinata.
E poi i sorrisi un pò imbarazzati, gli occhi che si cercavano, i corpi che si allontanavano e quella specie di venticello di bellezza che ci girava attorno. Le risate, limpide, sincere, senza costrizioni.
Poter essere me con te. E provare gioia nel saperti contento.
I tuoi occhi, così cercati nel sogno, erano lì con me oggi pomeriggio, in una giornata anomala di primavera, dove tutto sembrava allegro.
Abbracciarti come ho sempre desiderato fare.
Avere un crollo di adrenalina improvviso nel salutarti.
Credere, finalmente e dinuovo in un'amicizia possibile, quella vera, quella in cui i cuori si compenetrano nonostante le distanze, le diversità e gli intoppi.
Una vita a prescindere da noi.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

saliamo insieme su quella barca... ed esploriamo il mare...
ho letto tutto d'un fiato ed ho acceso un fiammifero nel mio cuore, che anche grazie a te non è gelido...
ho freddo
ma ti bacio....

Anonimo ha detto...

Alessandro.... D'Alfonso....