
La maggior parte di quello che scrivo nasce da riflessioni personali, ma non sempre è così.
Senza dubbio il post di oggi è esattamente quello che penso ormai da tantissimi anni e frutto di metabolizzazioni di esperienze vissute sia in prima persona, che attraverso storie di amici.
Sincerità è Verità sono sorelle, ma una è figlia del Momento, dell'Emozione (intesa come sensazione -immediata e contingente); l'altra è figlia del Tempo e della Volontà.
A chi di voi non è mai capitato di avere a che fare con una persona che, in un momento di dolore o di mortificazione, avesse gli occhi ricolmi di lacrime per il dispiacere e per la tristezza e che davanti alle vostre giuste parole di recriminazione di un torto, fosse assolutamente convincente nel trasmettervi la sua partecipazione? A chi di voi non è mai capitato di essere "traditi" o "delusi" e ritrovarsi davanti una persona che contrita chiedesse perdono e la cosiddetta "altra possibilità"?
Quelle lacrime erano sincere, ve lo assicuro. Come sinceri erano quei sorrisi e quegli abbracci che vi davano prima di commettere il torto (spesso anche dopo). Sinceri erano i gemiti nel piacere e sincere le strette di mano che avete ricevuto dalle stesse persone che poi vi hanno ferito più volte e sistematicamente.
Tutto sincero, ma per niente vero.
La Verità, nella sua divina essenza, non permette al vizio o al difetto di tornare a galla. Essere vero implica uno sforzo di volontà che impedisca di compiere altro male.
La Verità, nel momento in cui siete nello sconforto, non implora perdono, bensì riconosce il male compiuto e dimostra nel tempo che si trattava di un errore dolorosissimo, magari frutto dell'impulso o della passione, ma che non si ripeterà più. E così è.
Nessuna persona Vera nella sua essenza, rimette in gioco gli stessi gesti che vi hanno fatto del male.
Lo so, non è chiaro quello che scrivo, ma sono certa che chiunque a questo mondo ha avuto a che fare con persone del genere, sa esattamente quello di cui sto parlando.
Quelle persone che avete creduto false, non lo erano, erano semplicemente sincere.
Da queste esperienze nasce la di-sperazione, l'assenza, cioè, di speranza. Il cinismo. La chiusura. La vendetta, in alcuni cuori.
Poi, a seconda di chi compie quei gesti, ne scaturisce più o meno sofferenza: può venire dal vostro stesso sangue, o da chi vi entrato dentro o da chi vi ha solo accompagnato. In ogni caso, io ne muoio un po'ogni volta.
2 commenti:
Se tutti noi ci confessassimo a vicenda i nostri peccati, rideremmo sicuramente per la nostra totale mancanza di originalità. Kahlil Gibran
"[...]E molte delle vostre parole quasi uccidono il pensiero,
Poiché il pensiero è un uccello leggero che in una gabbia di parole può spiegare le ali, ma non prendere il volo.
Tra voi vi sono quelli che cercano uomini loquaci per timore di restare soli.
Il silenzio della solitudine mette a nudo il loro essere, ed essi vorrebbero fuggirlo.
E vis ono quelli che, senza consapevolezza o prudenza parlano di verità che non comprendono.
E quelli invece che hanno dentro di sé la verità, ma non la esprimono in parole.
nel loro petto lo spirito dimora in armonico silenzio.
Quando per strada o sulla piazza del mercato incontrate un amico, lasciate che lo spirito vi muova le labbra e vi guidi la lingua.
Lasciate che la voce della vostra voce parli all'orecchio del suo orecchio;
Poiché custodirà nell'anima la verità del vostro cuore come si ricorda il sapore del vino.
Quando il colore è dimenticato e la coppa è perduta." (cit.)
Direi che questo si avvicina di più a quello che volevo dire...Grazie :)))
Angela
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