Qualcuno mi spieghi perché sento ancora questo sconforto, questo vuoto che preme come se fosse marmo.
Qualcuno mi spieghi perché ancora e ancora e non imparo.
Qualcuno mi dica che bisogno c'è di lasciarsi soffrire e di lasciarsi affogare.
Qualcuno mi dica cos'è questa corrente che sale dal ventre e che mi arriva in fronte pur di non passare per gli occhi e trasformarsi in lacrime.
Qualcuno mi spieghi cos'ho fatto questa volta e pure l'altra e quella prima ancora per arrivare qui e mi ricordi come ho fatto ad uscirne, perché davvero, questa volta non lo so.
Come faccio a fermare questa scossa che mi prende a momenti e non riesce a far tremare le braccia, ma che mi sconquassa l'anima.
Se solo la smettesse di piovere.
9 commenti:
porque estás viva
perchè la cosa che ti fa stare male è irrisolta probabilmente, perchè non è una questione di giustizia o ingiustizia e di non riuscire a risalire.
ci sono periodi nella vita in cui non siamo presenti abbastanza a noi stessi da esserci così vicini x darci la forza x risalire. ma poi arriverà qualcosa, uno scossone e tutto questo ti sembrerà un vago ricordo...
io credo ,paradossalmente, che il dolore fortifichi o almeno x me così è stato...
e smetterà anche di piovere...
@mahoj^o: si, lo creo yo tambien...pero no cambia mucho
@anonimo:sono certa di quello che dici, vorrei solo che non ci fossero più picchi e abissi...che il dolore rafforzi è un verità inconfutabile, io credo solo che stavolta non ho un vero motivo per dar spazio ad uno scossone...
perchè quando hai un motivo credi che alcuni scossoni siano giusti? io no, a volte è troppo per chiunque, però...
per scossone intendo la possibilità di uscirne
io per scossone non intendo questo e credo anche che in fondo ognuno di noi conosce la soluzione, piacevole o spiacevole che sia...siamo sempre consapevoli...
non ti seguo o non mi sono spiegata...mi fa piacere ricevere le tue risposte, ma credo sarebbe ancora più piaceole chiamarti per nome
no hay nada que cambiar.
no decía viva como circunstancia, sino como solución.
la salida está en la aceptación.
también del dolor si hace falta. eso sí, sin dramatizarlo.
no somos víctimas ni protagonistas de esta historia. somos sólo una pequeña parte más de todo esto que se mueve.
ya que nos movemos, mejor bailar que no ir a rastras.
yo hoy he bailado. espero que tu también te animes, aunque no tengas ganas. todo es ponerse.
y después seguir así hasta el día del juicio. y cuando llegue... que nos quiten lo bailao!
llevo años sin bailar...
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