
Quand'ero bambina mi divertivo a passare sott'acqua da un fianco all'altro della barca. Provavo un'emozione mista di paura ed eccitazione. Le orecchie percepivano il suono ottuso dell'estate schiamazzante e dei motori in lontananza.
Oggi di quell'emozione resta solo la paura. Paura di essere scambiata per un'altra, di non ricordarmi chi sono, o meglio, di non saperlo. Stasera mi è capitato di non essere ri-conosciuta per quella che sono ed è una sensazione che in questo momento, mescolata al dolore fisico acutissimo e suggestionante, mi dilata l'anima e me la lacera mescolandola al corpo.
Devo risalire a galla... la chiglia della nave mi blocca.
2 commenti:
il racconto della barca ha una ipnosi letteraria...
alessandro d.
detta da te è un complimento estremo. grazie
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